Segnale CVBS


La codifica


Per far si che un fotogramma venga acquisito, trasmesso, riprodotto ed archiviato correttamente è necessario che tutti i componenti chiamati in causa, telecamera, monitor, DVR, parlino la stessa lingua, per questo motivo sono state stabilite una serie di rigide regole che prendono il nome di codifica.

Nel mondo esistono tre tipi di codifica e sono:

  • SECAM (SEquentiel Couleur Avec Mémoire), è una derivazione del PAL sviluppato dai francesi (prevalentemente per motivi politici fra i quali imporre all’Europa dell’est uno standard che non fosse quello statunitense né quello tedesco), ed è utilizzato in Francia, nei territori francesi, ex-URSS., gran parte dell’Europa dell’est, il Medio oriente, est e nord Africa. Il sistema utilizza la stessa risoluzione del PAL, 625 linee, e la stessa frequenza di quadro, 25 quadri al secondo, ma non è compatibile con il PAL. Il SECAM è un sistema solo per la trasmissione: cioè non esistono dispositivi di acquisizione in formato SECAM.
  • NTSC (National Television Sistem Committee), sviluppato negli USA fra il 1939 e il 1941 come sistema di trasmissione in bianco-e-nero e proposto come sistema a colori nel 1953. Lo standard NTSC si basa su una alimentazione in corrente alternata a 60 Hz e prevede la trasmissione di un video interlacciato a 30 fotogrammi al secondo (60 campi). Ogni fotogramma è composto da 525 linee di cui 486 (la notazione 486i indica un video interlacciato in codifica NTSC) vengono utilizzate per la rappresentazione dell’immagine, mentre le restanti vengono utilizzate per la trasmissione dei segnali di sincronismo e di altre informazioni di servizio.
  • PAL (Phase Alternating Line), fu sviluppato da Walter Bruch per la Telefunken tedesca fra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60. Lo standard PAL si basa su una alimentazione in corrente alternata a 50Hz e prevede la trasmissione di 25 fotogrammi al secondo (50 campi). Ogni fotogramma è composto da 625 linee di cui 576 (la notazione 576i indica un video interlacciato in codifica PAL) vengono utilizzate per la rappresentazione dell’immagine mentre le restanti vengono utilizzate per la trasmissione dei segnali di sincronismo e di altre informazioni di servizio.

I segnali di sincronismo servono ai dispositivi di riproduzione per poter rappresentare correttamente un fotogramma, essi sono di due tipi: I blanking intervals verticali, utili per indicare al monitor l’inizio e la fine di ogni fotogramma, ed i blanking intervals orizzontali, utili per indicare al pennello elettronico l’inizio e la fine di ogni linea TV.

La rigidità di tali regole di codifica ha limitato e limita ancora la qualità delle immagini ottenute dai sistemi di videosorveglianza analogici tradizionali, questo perché anche la migliore delle telecamere, equipaggiata con il migliore dei CCD, viene costretta a trasmettere un segnale con una risoluzione verticale fissata a 625 linee TV. Quando acquistate una telecamera analogica sappiate che la sua risoluzione verticale è stata fissata a 625 TVL, quindi quello che fa la differenza tra “una buona ed una cattiva telecamera” (in realtà oltre alla risoluzione andrebbero visti anche altri parametri), è la sua risoluzione orizzontale.

Con l’avvento dei DVR(Digital Video Recorder) le cose sono andate anche peggio, infatti questi sistemi ricevono un segnale video composito PAL e lo convertono in un segnale digitale, dalla digitalizzazione di un fotogramma in codifica PAL, qualsiasi risoluzione esso abbia, il massimo risultato ottenibile è un fotogramma in formato D1 con una risoluzione pari a 720×576 pixel poco meno di 0,42 megapixel. Da qualche anno la Sony ha immesso sul mercato delle telecamere analogiche che motano un sesore CCD detto 960H, queste telecamere equipaggiate con il nuovo DSP a tecnologia Effio sono in grado di offrire delle immagini con una risoluzione orizzontale che va dalle 700 tvl per immagini a colori alle 800TVL per immagini in bianco e nero. Per sfruttare al massimo questa tecnologia bisogna che le immagini vengano registrate con dei DVR che supportino il formato 1,5 D1 in questo modo si potranno ottenere delle immagini più definite con una risoluzione pari a 960×576 pixel l’equivalente di poco più di 0,5 megapixel.

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